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Progetto Logos

Progetto LOGOS
Un ponte fra scuola e industria

1. La storia di un incontro

Scuola e industria, contesto formativo e mondo produttivo, sembrano essere, nel sentire comune, due universi separati e fra loro non comunicanti. L’esperienza avviata al Liceo Formiggini di Sassuolo sfata questo luogo comune ed apre la strada ad una collaborazione stretta fra due aree di intervento, l’una formativa ed educativa, l’altra produttiva ed organizzativa, che sembrano avere finalità ed obiettivi antitetici e moduli temporali  fra loro non compatibili. Se a ciò si aggiunge, al di là dei proclami sulla collaborazione necessaria ed improrogabile, la scia tracciata dalla reciproca diffidenza e il quadro dei passati rapporti, troppo spesso utilitaristici o finalizzati ad uno specifico tornaconto (o formativo o economico), si comprende come sia stato difficile, per docenti dell’area liceale e rappresentanti dell’associazione dei produttori, sedere allo stesso tavolo per discutere non di orientamento o di progetti pilota, ma per condividere un percorso formativo che doveva nascere e svilupparsi da un comune modo di vedere la realtà sociale e produttiva del territorio, e dal convergere di obiettivi formativi a medio e a lungo termine prima non considerati solo per mancanza di comunicazione o di discussione.
La scuola sentiva la necessità di proporre percorsi, curricolari ed extracurricolari, legati alla valorizzazione delle eccellenze, partendo da specifici progetti previsti nel Piano dell’Offerta Formativa e da proposte formulate dai docenti del Dipartimento disciplinare di Matematica e Fisica. I rappresentanti dell’associazione degli industriali volevano dare un nuovo taglio alle tipologie di intervento fino ad allora attivate in istituti tecnici o di formazione professionale del Distretto di Sassuolo e vedevano nell’incontro col Liceo una opportunità, quanto meno di riflessione e di discussione, in vista di nuove proposte formative da elaborare in diretta connessione con le richieste di impiego del territorio.
Il primo passo da compiere era quello di superare la reciproca diffidenza. La scuola era percepita dagli industriali come una accolita di questuanti pronta a battere cassa per finanziare progetti a ricaduta zero sullo sviluppo produttivo del territorio. Il mondo industriale, invece, era visto dai docenti come un moloch pronto a divorare l’autonomia della scuola per imporre scelte specifiche finalizzate a formare tecnici o personale pronto ad entrare, al termine della scuola superiore, nel mondo del lavoro. La fase della diffidenza reciproca è durata lo spazio di un incontro; il tempo di chiarire i diversi punti di vista e scoprire che questi non erano divergenti, ma convergenti nella comune valutazione che la crescita culturale costituisce un valore aggiunto per la comunità e per il territorio. Era, dunque, possibile collaborare e trovare punti d’incontro, che non fossero solamente la stesura di protocolli sull’alternanza suola-lavoro, difficili da applicare in un contesto di formazione liceale.
A questo punto, le vie da seguire potevano essere tante: potenziare l’attività curricolare, finanziare progetti già inseriti nel Piano dell’Offerta Formativa, utilizzare pacchetti formativi già sperimentati con successo altrove oppure provare a costruire un percorso nuovo capace di accogliere le diverse istanze rappresentate al tavolo di discussione. E così sono poste le condizioni per il secondo passo da compiere. Se i docenti promotori dell’incontro puntavano alla valorizzazione delle eccellenze e se l’associazione degli industriali voleva avviare percorsi che potessero orientare le scelte postdiploma verso figure professionali di alto profilo da inserire nel contesto produttivo dell’industria ceramica, quale poteva essere il punto d’incontro?
Il punto d’incontro era a portata di mano, ma esterno, solo ad una analisi superficiale, alla prospettiva del mondo scolastico e, solo per questo, proposto dall’associazione degli industriali: la logistica. Un attimo di smarrimento sul volto di tutti i docenti presenti e del dirigente scolastico, a cui fanno seguito le parole consolatorie del responsabile della commissione formazione di Confindustria ceramica: “La logistica, da intendere come organizzazione in senso lato della produzione e dei processi evolutivi, è la priorità strategica del nostro distretto produttivo, in quanto può garantire una migliore organizzazione dei processi produttivi ed una adeguata competitività in un contesto di globalizzazione delle merci. Avere figure professionali di alto livello  che sappiano gestire la logistica del comparto è fondamentale per il nostro futuro”. La logistica porta con sé la statistica, la finanza, la matematica, l’informatica... Si comincia ad intravedere un possibile sviluppo e i risultati si concretizzano in breve tempo.
Nasce così il Progetto Logos, una scommessa formativa che, per la prima volta nella storia del Liceo Formìggini,vede compartecipi il mondo della scuola e le associazioni degli imprenditori.

2. Le coordinate del progetto

Una volta definito il progetto e sottoscritta la necessaria convenzione, è venuto il tempo del passo successivo: la presentazione agli studenti per creare le necessarie aspettative e stimolare la motivazione indispensabile per intraprendere un cammino di studio che si affianca al percorso curricolare,  lo integra e lo amplia e che, di conseguenza, richiede un impegno costante e continuato nel tempo.
Si è seguito un percorso articolato: presentazione in classe da parte dei docenti di Matematica, incontro con tutti gli studenti delle classi terze con la presenza del dirigente scolastico e di un responsabile di Confindustria ceramica, incontro con i genitori degli studenti, raccolta delle adesioni. La risposta, sia degli studenti sia delle famiglie, dopo un primo momento di indecisione legata al necessità di valutare insieme la difficoltà di passaggio al triennio e di adesione ad un progetto stimolante ma impegnativo, ha superato le aspettative. Il progetto, infatti, rivolto ad un gruppo di trenta studenti frequentati il terzo anno dei diversi indirizzi liceali presenti nell’Istituto (scientifico, linguistico, socio-psico-pedagogico, classico), ha visto l’adesione di 31 studenti, con una netta prevalenza di alunni del Liceo scientifico (19 studenti, pari al 61,3%). Si è di gran lunga superato il numero minimo di venti alunni, necessario per l’attivazione del progetto, e questo ha dimostrato che la proposta corrispondeva alle aspettative degli studenti e delle famiglie.
Come è organizzato il progetto?
Il progetto si sviluppa nell’arco del triennio con specifiche attività (lezioni extraccuricolari, stage in azienda, visite guidate mirate) per ogni anno successivo di corso; prevede 190 ore di attività, così suddivise nell’arco dei tre anni: 80 ore nel primo anno di corso, 80 nel secondo e 30 nel terzo, e, inoltre, 12 settimane di stage in azienda (6 settimane nel primo anno di corso, 6 settimane nel secondo anno di corso).
Le discipline affrontate sono suddivise in aree tematiche ed affrontano programmi articolati in modo da approfondire diversi nuclei tematici che affrontano specifici argomenti necessari per comprendere le caratteristiche specifiche delle scienze logistiche.Il progetto si sviluppa in rapporto diretto e continuo col mondo dell’industria; tale rapporto prevede, nello specifico, la presenza di docenti segnalati dall’associazione degli industriali per specifiche aree disciplinari (logistica, organizzazione e finanza), stage in azienda e visite guidate.
Lo stage in azienda, da effettuare nel periodo estivo durante la chiusura della scuola, assume importanza particolare, in quanto, essendo il corso “finalizzato all’acquisizione di conoscenze teoriche e pratiche per la corretta impostazione della logistica d’impresa” (come recita cola convenzione), consentirà agli studenti di entrare in diretto contatto, all’interno di aziende produttrici del scomparto ceramico, con le specifiche attività legate alla logistica.
Anche le visite guidate, previste nel progetto, sono finalizzate ad entrare in contatto diretto col sistema logistico del comparto ceramico. Sono previste tre visite guidate: una ad un’azienda ceramica, una alla piattaforma di Dinazzano (scalo internodale che serve il distretto ceramico), una al porto di Ravenna.

3. Gestione del progetto

Il progetto, finanziato da Confindustria Ceramica di Sassuolo, è gestito direttamente dall’Istituto scolastico, che utilizza le competenze specifiche dei propri docenti o di altro personale direttamente legato all’Istituto.
Per la realizzazione e il coordinamento del progetto è prevista l’istituzione un “comitato di pilotaggio” congiunto, composto da nove membri in rappresentanza dell’Istituto scolastico e della associazione degli industriali. Il comitato assicura la coerenza dei diversi contributi didattici previsti nel progetto e la gestione delle iniziative congiunte (visite guidate, stage). Il comitato, inoltre, si attiverà per favorire il riconoscimento di crediti formativi ai fini dei percorsi di laurea correlati alle scienze logistiche agli studenti, che completeranno il corso, e di eventuali qualifiche professionali previste dalla normativa regionale (“tecnico della logistica”).

4. Risultati attesi

Scuola e mondo imprenditoriale nel distretto della ceramica, con questo progetto si giocano una fetta di credibilità, in quanto hanno posto in gioco le proprie competenze e la propria capacità progettuale per presentare un “prodotto” formativo capace di rispondere alle aspettative degli studenti e di dare risposte, sia breve sia a medio termine, ai diversi progetti di vita che i diversi studenti sono chiamati a definire per vivere, da uomini e da cittadini, il proprio futuro.
Favorire le eccellenze in un percorso che non si chiuda nell’orizzonte, pur importante ed insostituibile, della scuola, ma che si apra al tessuto produttivo del territorio, è un passo importante capace di fornire agli studenti specifiche competenze e di avviare un percorso di orientamento che, coprendo l’arco del triennio, offra loro gli strumenti per costruire una forte consapevolezza delle proprie capacità e attitudini, e sia di stimolo per una analisi critica delle aspettative, che spesso non trovano adeguata risposta per il fatto che non vengono supportate da una precisa lettura delle offerte e delle possibilità reali di realizzazione.
Forse alcuni studenti sceglieranno, nel percorso universitario, strade direttamente legate alle tematiche del progetto, altri si incammineranno su altri percorsi; gli uni e gli altri, comunque, avranno avuto la possibilità di crescere seguendo un percorso difficile ed impegnativo, che avrà loro insegnato a cercare in profondità, e mai in superficie, le risposte. E questa non è cosa di poco conto.

 

Accedi al sito del progetto:

http://83.103.44.143/liceoformiggini/

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